Laurea Magistrale in Ingegneria biomedica

Scheda del corso

Tipo di laurea Laurea Magistrale
Anno Accademico 2018/2019
Ordinamento D.M. 270
Codice 9243
Classe di corso LM-21 - INGEGNERIA BIOMEDICA
Anni Attivi I
Modalità didattica Convenzionale (lezioni in presenza)
Tipo di accesso Prova di verifica dell’adeguatezza della preparazione​
Sede didattica Cesena
Coordinatore del corso Claudio Lamberti
Docenti Elenco dei docenti
Lingua Italiano

Requisiti di accesso e verifica delle conoscenze/preparazione

Per essere ammessi al corso di laurea magistrale in Ingegneria Biomedica occorre essere in possesso di una laurea o del diploma universitario di durata triennale, ovvero di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo.

Occorre, altresì, il possesso di requisiti curriculari e il superamento di una verifica dell'adeguatezza della personale preparazione.

REQUISITI CURRICULARI
Essere in possesso di una laurea in una delle classi di Laurea ai sensi D.M. 270/04, del D.M. 509/99, della L. 508/99 oppure possedere una Laurea di ordinamenti previgenti oppure un titolo di studio equivalente anche conseguito all'estero ed avere acquisito crediti formativi universitari nei seguenti settori scientifico-disciplinari:


- almeno 36 CFU complessivamente in settori scientifico-disciplinari appartenenti alle attività formative di base previsti per la classe L-8 delle Lauree in Ingegneria dell'Informazione e per la classe L-9 delle Lauree in Ingegneria industriale nel DM 16-3-2007 Determinazione delle classi delle lauree universitarie, pubblicato sulla G.U. 6 luglio 2007, n. 155, S.O..

Si riporta l'elenco dei SSD considerati:

INF/01 Informatica
ING-INF/05 Sistemi di elaborazione delle informazioni
MAT/02 Algebra
MAT/03 Geometria
MAT/05 Analisi matematica
MAT/06 Probabilità e statistica matematica
MAT/07 Fisica matematica
MAT/08 Analisi numerica
MAT/09 Ricerca operativa
SECS-S/02 Statistica per la ricerca sperimentale e tecnologica
CHIM/03 Chimica generale e inorganica
CHIM/07 Fondamenti chimici delle tecnologie
FIS/01 Fisica sperimentale
FIS/03 Fisica della materia

- almeno 24 CFU complessivamente nei seguenti settori scientifico-disciplinari:

ING-INF/01 Elettronica
ING-INF/03 Telecomunicazioni
ING-INF/04 Automatica
ING-INF/06 Bioingegneria Elettronica e Informatica

- almeno 6 CFU complessivamente nei seguenti settori scientifico-disciplinari:

ICAR/08 Scienza delle costruzioni
ING-IND/10 Fisica tecnica industriale
ING-IND/14 Progettazione meccanica e costruzione di macchine
ING-IND/22 Scienza e tecnologia dei materiali
ING-IND/31 Elettrotecnica
ING-IND/13 Meccanica applicata alle macchine
ING-IND/12 Misure meccaniche e termiche


Per la verifica dei suddetti requisiti curriculari nel caso di titolo di Laurea Magistrale o di titolo di studio conseguito in Italia secondo previgenti ordinamenti didattici o conseguito all'estero e riconosciuto idoneo, gli studi compiuti per conseguire tali titoli sono assegnati ai settori scientifico-disciplinari, valutati in crediti e riconosciuti da apposita Commissione.

VERIFICA DELL'ADEGUATEZZA DELLA PERSONALE PREPARAZIONE

L'ammissione al corso di laurea magistrale è subordinata al superamento di una verifica dell'adeguatezza della personale preparazione che avverrà secondo le modalità definite nel punto modalità di ammissione.
E' richiesta la conoscenza della lingua inglese di livello B1.

Maggiori dettagli nel Regolamento del Corso di Studio

Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo

Il laureato magistrale deve acquisire un livello di preparazione e di specializzazione che gli consenta di ricoprire ruoli tecnici e tecnico-organizzativi in contesti lavorativi che richiedono la conoscenza degli aspetti metodologici delle scienze di base, e degli aspetti sia metodologici che applicativi dell'Ingegneria, con particolare riferimento alle caratteristiche peculiari della classe di ingegneria biomedica. Il laureato deve essere in grado di applicare strumenti analitici, tecniche numeriche di simulazione, tecniche di elaborazione di segnali e immagini, metodiche sperimentali di laboratorio, tecniche di progettazione di dispositivi biomedicali e di apparati per la riabilitazione. La figura professionale potrà partecipare alla progettazione di dispositivi biomedici per diagnosi, terapia e riabilitazione, all'analisi di sistemi biologici complessi e alla gestione di servizi di ingegneria clinica. Può inoltre studiare metodi avanzati per la diagnosi, includendo terapie quantitative basate su modelli, bio-immagini, protesi, sistemi per la riabilitazione.

Il raggiungimento di tali obiettivi è ottenuto attraverso un percorso didattico che prevede, a valle di una solida preparazione di base fisico-matematica, completata nella Laurea Magistrale con alcuni corsi specifici, l'acquisizione di competenze di tipo professionale ed operativo in tutte le discipline caratterizzanti l'Ingegneria Biomedica, in particolare: la modellistica dei sistemi biologici, la biomeccanica, l'elaborazione di segnali e immagini, l'ingegneria della riabilitazione, la strumentazione biomedica e gli organi artificiali. Nel percorso didattico, attraverso lo sviluppo di tesine, e di esercitazioni didattiche in laboratorio, e mediante la tesi di laurea, si dà un ampio spazio ad attività autonome dello studente, rivolte alla progettazione, alla misura in laboratorio e all'elaborazione al computer. Le capacità così acquisite, unite a una solida base metodologica, gli permettono di operare a livello di pianificazione, esecuzione e analisi di progetti anche di elevata complessità e di interagire in un ambiente multidisciplinare, tipico dell'Ingegneria biomedica.

Gli ambiti professionali tipici per i laureati magistrali in ingegneria biomedica sono quelli dell'innovazione e dello sviluppo della produzione, della progettazione avanzata, della pianificazione e della programmazione, della gestione di sistemi complessi, sia nella libera professione sia nelle imprese manifatturiere o di servizi sia nelle amministrazioni pubbliche. I laureati magistrali in ingegneria biomedica sono in grado di interagire con i professionisti sanitari, nell'ambito delle rispettive competenze, nelle applicazioni diagnostiche e terapeutiche. I laureati magistrali possono trovare occupazione presso industrie del settore biomedico e farmaceutico produttrici e fornitrici di sistemi, apparecchiature e materiali per prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione; aziende ospedaliere pubbliche e private; società di servizi per la gestione di apparecchiature ed impianti medicali, di telemedicina; laboratori clinici specializzati. Un ulteriore possibile sbocco è costituito dal Dottorato di ricerca o dai Master di II livello

Ulteriori informazioni

Risultati di apprendimento attesi

CONOSCENZA E CAPACITÀ DI COMPRENSIONE (KNOWLEDGE AND UNDERSTANDING)

Il laureato magistrale in Ingegneria Biomedica:
- conosce approfonditamente gli aspetti metodologico-operativi delle discipline matematiche, delle scienze di base e dell'ingegneria dell'informazione;
- possiede buone conoscenze di fisiologia, di biochimica, e di ingegneria meccanica;
- conosce approfonditamente aspetti avanzati della modellazione di sistemi complessi, della progettazione di apparecchiature sanitarie, della biomeccanica e dei biomateriali;
- conosce approfonditamente le tecniche per l'analisi dei sistemi biologici complessi, valutando gli strumenti matematici e di simulazione più adeguati e le tecniche idonee di elaborazione dei dati e dei segnali.

Le conoscenze sono acquisite attraverso attività formative organizzate nell'ambito Ingegneria dell'informazione, con particolare riferimento all'Ingegneria Biomedica, ed attività affini e integrative negli ambiti dell'ingegneria elettronica, informatica e delle telecomunicazioni, e eventuali ulteriori attività formative quali tirocini o laboratori.
Le metodologie di insegnamento utilizzate comprendono la partecipazione a seminari ed esercitazioni, in aula o in laboratorio, lo svolgimento di progetti individuali o di gruppo, lo studio personale guidato e lo studio indipendente.
La verifica delle conoscenze avviene principalmente attraverso lo svolgimento di test, prove d'esame scritte o orali, esecuzione di progetti.


CAPACITÀ DI APPLICARE CONOSCENZA E COMPRENSIONE (APPLYING KNOWLEDGE AND UNDERSTANDING)

Il laureato magistrale:
- è in grado di interpretare e descrivere i problemi di elevata difficoltà dell'Ingegneria Biomedica, identificando soluzioni innovative e non convenzionali, anche nel caso in cui debba affrontare problematiche completamente nuove;
- sa applicare le tecniche e gli strumenti per la progettazione di apparecchiature bio-mediche, anche innovative, le tecniche per l'elaborazione di immagini, le metodologie per la progettazione e l'impiego di protesi avanzate;
- è in grado di interagire con medici-biologi, anche nell'analisi di problematiche complesse, di consigliare la corretta gestione di apparecchiature, di fornire consulenze sull'uso innovativo delle apparecchiature e dei sistemi diagnostici;
- è in grado di partecipare autonomamente ad attività di sperimentazione, ricerca e sviluppo in ambito biomedico.

La formazione acquisita permette di partecipare con competenza alla commercializzazione di apparecchiature bio-mediche insieme al settore vendite, suggerendo correttivi e adattamenti, prendendo iniziative autonome e interpretando con competenza le esigenze del compratore per trasformarle in opportune specifiche di progettazione. Permette inoltre di occuparsi della gestione di servizi di ingegneria clinica, individuando le tecniche opportune per la gestione e la valorizzazione delle apparecchiature sanitarie.

Il raggiungimento delle capacità di applicazione delle conoscenze sopraelencate è ottenuto attraverso attività formative organizzate nell'ambito dell'Ingegneria dell'Informazione, con particolare riferimento all'Ingegneria Biomedica, ed attività affini e integrative negli ambiti dell'ingegneria elettronica, informatica e delle telecomunicazioni, e eventuali ulteriori attività formative quali tirocini o laboratori.
Le metodologie di insegnamento utilizzate comprendono la partecipazione a seminari ed esercitazioni, in aula o in laboratorio, lo svolgimento di progetti individuali o di gruppo, lo studio personale guidato e lo studio indipendente.

La verifica delle conoscenze avviene principalmente attraverso lo svolgimento di test, prove d'esame scritte o orali, esecuzione di progetti.


AUTONOMIA DI GIUDIZIO (MAKING JUDGEMENTS)

Il laureato magistrale:
- sa identificare, formulare e risolvere i problemi legati alla progettazione o alla produzione di apparecchiature biomediche, anche qualora queste ultime costituiscano articoli innovativi per gli standard aziendali;
- sa aggiornarsi su metodi, tecniche e strumenti del campo dell'Ingegneria biomedica, informandosi autonomamente o seguendo corsi di istruzione mirati per l'acquisizione di competenze aggiuntive;
- sa analizzare sistemi biologici complessi, anche proponendo metodologie alternative e innovative rispetto a quelle comunemente utilizzate in ambito biomedico, o discutendo criticamente le tecniche usuali.

La verifica dell'autonomia di giudizio avviene tramite discussione degli aspetti avanzati della disciplina durante gli esami orali, attraverso gli esercizi scritti e le prove di laboratorio, e durante l'attività di preparazione della prova finale.


ABILITÀ COMUNICATIVE (COMMUNICATION SKILLS)

Il laureato magistrale in Ingegneria Biomedica:

- è capace di comunicare efficacemente in forma scritta e orale, oltre che in Italiano anche in Inglese, ad un livello di conoscenza elevato;

- sa lavorare o integrarsi nel lavoro di gruppo, anche con il ruolo di dirigente o coordinatore;

- è in grado quindi di interagire con soggetti e professionalità diverse dalla sua.

L'acquisizione delle abilità comunicative sopraelencate è prevista, oltre che durante le prove scritte e orali, che possono richiedere la capacità di esporre in modo coerente ed organico argomenti di punta, anche tramite la redazione della prova finale e la discussione della medesima, e in occasione dello svolgimento di tesine e/o relazioni scientifiche previste nei corsi avanzati. La conoscenza della lingua inglese viene approfondita tramite seminari e attraverso lo studio di testi scritti proposti dal docente, e durante ricerche bibliografiche (ad esempio in occasione della prova finale).


CAPACITÀ DI APPRENDIMENTO (LEARNING SKILLS)

Il laureato magistrale è in grado di aggiornarsi autonomamente su metodi, tecniche e strumenti nel campo dell'Ingegneria Biomedica, nel campo della progettazione anche innovativa di apparecchiature biomediche, della modellazione e simulazione di sistemi biologici complessi, della progettazione e del corretto impiego di protesi e di tecniche riabilitative, dell'impiego di tecniche avanzate di elaborazione dei dati, nonché per intraprendere,con elevato grado di autonomia, ulteriori studi di approfondimento (ad es. Master universitari di II livello o corsi di Dottorato di Ricerca) e/o attività di ricerca.

Le capacità di apprendimento sono conseguite nel pe rcorso di studio nel suo complesso, e ad essa concorrono tutte le attività f ormative, con diverse strategie con riguardo in particolare allo studio individuale, alla preparazione di progetti individuali, all'attività svolta durante le esercitazioni e i laboratori, all'attività svolta per la preparazione della prova finale.

La capacità di apprendimento viene valutata attrave rso forme di verifica continua durante le attività formative eventualment e richiedendo allo studente la presentazione di dati reperiti autonomamente durante le esercitazioni e le attività di laboratorio, mediante la stesura di tes ine e/o progetti e mediante la valutazione dell'attività relativa alla prova finale.

Accesso a ulteriori studi

Dà accesso agli studi di terzo ciclo (Dottorato di ricerca e Scuola di specializzazione) e master universitario di secondo livello.

Sbocchi occupazionali

PROFILO PROFESSIONALE:
Ingegnere clinico

FUNZIONE IN UN CONTESTO DI LAVORO:
L’ingegnere clinico è esperto e/o responsabile di alta qualificazione nella gestione dei servizi di ingegneria clinica; svolge la sua attività all’interno delle strutture sanitarie e si occupa della acquisizione e della gestione delle tecnologie biomediche.

L’ingegnere clinico:
- gestisce l’acquisizione di nuovi dispositivi;
- garantisce la continuità e la sicurezza di esercizi, gestendo il collaudo e la manutenzione di apparecchiature sanitarie, svolgendo ruoli di responsabilità negli uffici tecnici dei servizi di ingegneria clinica, e valutando i costi/benefici delle tecnologie innovative;
- gestisce e progetta software, anche innovativi, per la gestione delle apparecchiature, l'inventario dei beni, la gestione delle cartelle cliniche;
- gestisce la sicurezza delle apparecchiature sanitarie, valutandone anche le ricadute ambientali, le ricadute sul personale sanitario e sui pazienti;
- progetta la formazione rivolta al personale sanitario per l’uso sicuro e corretto dei dispositivi anche complessi;
- sovraintende all’organizzazione del servizio stesso.


COMPETENZE ASSOCIATE ALLA FUNZIONE:
L’ingegnere clinico:
- conosce le principali tipologie di strumenti necessari in un servizio di ingegneria clinica;
- conosce la normativa relativa ai dispositivi medici;
- conosce e applica le procedure per l’assicurazione della qualità e per l’accreditamento delle strutture sanitarie;
- sa gestire il rischio connesso all’uso dei dispositivi medici;
- sa comunicare, relazionarsi e confrontarsi con le figure professionali sanitarie;
- collabora con i professionisti sanitari nell’ambito delle rispettive competenze.


SBOCCHI OCCUPAZIONALI:
Gli ingegneri clinici trovano occupazione presso:
- Aziende ospedaliere pubbliche e private nell'ambito degli uffici tecnici e dei servizi di ingegneria clinica;
- società di servizi per la gestione di apparecchiature ed impianti medicali di telemedicina;
- laboratori clinici specializzati.



PROFILO PROFESSIONALE:
Ricercatore in ingegneria biomedica

FUNZIONE IN UN CONTESTO DI LAVORO:
Il ricercatore in Ingegneria Biomedica svolge la sua attività caratterizzata fondamentalmente da innovatività a supporto della ricerca di base e applicata alla progettazione di dispositivi innovativi nei settori dell'ingegneria dei tessuti, delle bio-nanotecnologie, delle immagini mediche, del supporto alla decisione clinica e dei dispositivi medici.
Il ricercatore in ingegneria biomedica:
- applica metodologie innovative, anche metodi avanzati di simulazione al computer e tecniche di grafica per la simulazione virtuale, allo scopo di simulare, analizzare e comprendere il funzionamento di sistemi biologici;
- modella e progetta sistemi diagnostici avanzati;
- si occupa delle attività sperimentali, definendo le tecniche di misura, anche non convenzionali, definisce i protocolli di misura, analizza i dati, anche proponendo interpretazioni teoriche e supporta la validazione clinica di ciò che ha sviluppato;
- implementa e realizza metodi avanzati per l'analisi dei dati in ambito clinico e industriale, utilizzando tecniche innovative di elaborazione dei segnali, metodologie statistiche, e strumenti grafici;
- si occupa dell'elaborazione di immagini, suggerendo le tecnologie innovative, evidenziandone le potenzialità e i limiti, proponendo e implementando metodi di elaborazione delle immagini, anche migliorativi dello stato dell'arte;
- approfondisce le proprie competenze analizzando la letteratura del settore;
- partecipa a progetti di ricerca scientifica, sia in ambito industriale (soprattutto nei centri di ricerca e sviluppo) sia nei laboratori avanzati, integrando conoscenze ingegneristiche di base, conoscenze provenienti dalla fisiologia e medicina con competenze tipiche della bioingegneria.

COMPETENZE ASSOCIATE ALLA FUNZIONE:
Il ricercatore di Ingegneria biomedica:
- sa approfondire tematiche di frontiera non ancora consolidate nel mercato;
- sa aggiornarsi costantemente;
- sa comunicare e relazionarsi con il mondo dell'ingegneria industriale, dell'informazione e dell'ingegneria biomedica;
- sa comunicare e relazionarsi con il mondo universitario, enti di ricerca pubblici e privati.

SBOCCHI OCCUPAZIONALI:
Gli ambiti professionali tipici per il ricercatore in ingegneria biomedica sono quelli dell'innovazione e dello sviluppo di nuova conoscenza, nuove tecnologie e dispositivi.
Il ricercatore in ingegneria biomedica può trovare uno sbocco professionale in:
- università pubbliche e private;
- enti di ricerca e sviluppo pubblici e privati;
- istituti di ricovero e cura di carattere scientifico (IRCCS);
- multinazionali del settore biomedico e farmaceutico che dipongono di una R&D, tipicamente all'estero.


PROFILO PROFESSIONALE:
Progettista di apparecchiature biomediche

FUNZIONE IN UN CONTESTO DI LAVORO:
Il progettista di apparecchiature biomediche:
- modella e progetta impegnativi di componenti, macchine e impianti di produzione relativi ad apparecchiature nell'industria biomedica;
- identifica, formula e risolve i problemi connessi alla progettazione utilizzando metodi, tecniche e strumenti appropriati e aggiornati;
- svolge attività si supporto nella progettazione di dispositivi elettronici (anche impiantabili, finalizzati al monitoraggio, alla diagnosi, all’intervento terapeutico) e dispositivi biomeccanici (atti alla sostituzione strutturale o funzionale di organi o funzioni biologiche di tipo sensoriale, motorio o metabolico);
- progetta e produce dispositivi biomedici, protesi avanzate, sistemi biomeccanici e tecniche di riabilitazione;
- studia del comportamento meccanico di protesi e biomateriali, e di tecniche innovative per la modellazione e la progettazione di neuro-protesi avanzate;
- analizza i dati relativi al movimento, e suggerisce/testa tecniche innovative di riabilitazione e di miglioramento motorio, in ambito sia clinico, sia industriale sia della medicina sportiva;
- analizza sistemi biomeccanici complessi, anche utilizzando tecniche avanzate di simulazione al computer;
- segue il prodotto, anche innovativo e complesso, durante diverse fasi del processo produttivo;
- pianifica e controlla l'affidabilità e la qualità della produzione di apparecchiature biomediche, e, nel contempo, si preoccupa di garantire l'innovazione e la collocazione nel mercato dei prodotti più avanzati.

COMPETENZE ASSOCIATE ALLA FUNZIONE:
Il progettista di apparecchiature biomediche:
- è in grado di interagire e confrontarsi con i colleghi, altri professionisti e clienti pubblici e/o privati;
- conosce il comportamento meccanico di protesi e biomateriali;
- conosce tecniche innovative per la modellazione e la progettazione di neuro-protesi avanzate;
- conosce gli aspetti metodologico-operativi relativi agli ambiti disciplinari dell’ingegneria elettronica, dei controlli automatici, dell’analisi dei segnali e dell’informatica, dell’ingegneria meccanica e dei materiali;
- conosce gli aspetti base dell’ingegneria industriale e dell’informazione;
- conosce la normativa relativa ai dispositivi medici;
- conosce le caratteristiche delle principali tipologie di strumenti;
- progetta e certifica dispositivi medici.

SBOCCHI OCCUPAZIONALI:
Il progettista di apparecchiature biomediche svolge la sua attività presso:
- industrie del settore biomedico e farmaceutico produttrici e fornitrici di sistemi, apparecchiature e materiali di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione;
- industrie biomediche per la progettazione e produzione di dispositivi medici di diagnosi, terapia e riabilitazione;
- industrie biomediche per la progettazione e produzione di protesi e organi artificiali.